{"id":930,"date":"2024-01-18T16:20:19","date_gmt":"2024-01-18T15:20:19","guid":{"rendered":"http:\/\/alleronawebapp.it\/?page_id=930"},"modified":"2024-01-18T16:20:21","modified_gmt":"2024-01-18T15:20:21","slug":"tra-la-valle-e-i-poggi-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/alleronawebapp.it\/index.php\/tra-la-valle-e-i-poggi-2\/","title":{"rendered":"TRA LA VALLE E I POGGI"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;acqua che tocchi de&#8217; fiumi \u00e8 l&#8217;ultima di quelle che and\u00f2 e la prima di quelle che viene..cos\u00ec il tempo presente<\/p>\n\n\n\n<p>L. Da Vinci<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/alleronawebapp.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/tra-le-valli-e-i-poggi-01-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-931\" srcset=\"https:\/\/alleronawebapp.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/tra-le-valli-e-i-poggi-01-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/alleronawebapp.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/tra-le-valli-e-i-poggi-01-300x225.jpg 300w, https:\/\/alleronawebapp.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/tra-le-valli-e-i-poggi-01-768x576.jpg 768w, https:\/\/alleronawebapp.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/tra-le-valli-e-i-poggi-01-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/alleronawebapp.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/tra-le-valli-e-i-poggi-01-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">GENESI DEL BACINO FLUVIALE DEL PAGLIA<\/h6>\n\n\n\n<p>La <strong>storia geologica<\/strong> dei bacini in cui scorre il Paglia inizia circa 4 milioni di anni fa, sviluppandosi attraverso<strong> fasi marine<\/strong>, come il grande golfo del Pleistocene inferiore (1,7-1,2 milioni di anni fa) e <strong>fasi continentali<\/strong>. L\u2019impostazione dell<strong>\u2019incisione valliva<\/strong> \u00e8 tuttavia piuttosto recente, agendo su litologie estremamente varie, dalle rocce Cretacee e Mioceniche delle dorsali (Unit\u00e0 Liguridi e Toscane) alle sabbie e argille marine del <strong>Pleistocene<\/strong>, ai depositi vulcanici dei Vulsini e del M. Amiata (tra 800.000 e 100.000 anni fa). Il suo tracciato irregolare \u00e8 inoltre condizionato da fattori geologici, come la presenza di importanti <strong>faglie<\/strong>. L\u2019evoluzione continentale dell\u2019area inizia intorno a 1 milione di anni fa, quando la <strong>regressione marina<\/strong> lascia il posto ad ambienti sempre pi\u00f9 lontani dalla costa. La valle del Paglia assume il suo aspetto attuale, con i suoi terrazzi, le gole profondamente incise e l\u2019alveo occupato da <strong>barre di ghiaia<\/strong> e sabbia, soltanto nelle ultime decine di migliaia di anni, tra il Pleistocene superiore e l\u2019Olocene.<\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">LA VALLE COLTIVATA<\/h6>\n\n\n\n<p>Il <strong>Fiume Paglia<\/strong> ha un corso relativamente breve (86 km) suddivisibile in tre valli, alta, media e bassa, ognuna con le proprie peculiarit\u00e0. La bassa valle si apre in una <strong>pianura alluvionale<\/strong> che \u00e8 stata poco utilizzata e di <strong>difficile praticabilit\u00e0<\/strong> (significativi i toponimi come <em>Fondacce<\/em> e <em>Pantane<\/em>), fino all&#8217;epoca moderna.<\/p>\n\n\n\n<p>In seguito lo <strong>sfruttamento<\/strong> si \u00e8 intensificato con l&#8217;estrazione dei sedimenti, la deforestazione, i rassodamenti e la canalizzazione del fiume, rendendo sempre pi\u00f9 accessibili ampie fette di pianura e generando anche problemi di gestione delle episodiche alluvioni. Il paesaggio oggi \u00e8 dominato dalla <strong>coltura della vite<\/strong>\u00a0 che si \u00e8 fatta largo ovunque tra le radure, i boschi ripariali ed alcune isolate <strong>piante camporili<\/strong> di Querce, dove il terreno leggero e drenante e la falda poco profonda favoriscono una consistente produzione. In passato la <strong>vite era maritata<\/strong> con il tutore vivo, un albero, normalmente l\u2019acero (\u201c<em>stucchio<\/em>\u201d), di cui rimane qualche rara forma relitta. Ne risultava un paesaggio punteggiato, eterogeneo e variegato :<em>&#8220;..Al Pilello c&#8217;era il \u201cSan Giovese, poe &#8216;l Verdello, &#8216;l trebbiano\u201d, &#8216;l drupeccio e la malvagia. A Poggio Barile se faceva anche &#8216;l pinot nero\u201d da un&#8217;intervista a Romolo Farina.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\">DA SEMPRE VIGNAIOLI<\/h6>\n\n\n\n<p>Il <strong>paesaggio agrario <\/strong>locale\u00e8 ricco di storia, cultura e tradizioni agro-alimentari. Tra i <strong>prodotti <\/strong>di qualit\u00e0 spiccano: il tartufo, i funghi, l\u2019olio extravergine d\u2019oliva, ma soprattutto il <strong>vino<\/strong>. La <strong>cultura enologica <\/strong>sul territorio \u00e8 millenaria e attraversa la storia degli Etruschi, della Roma antica passando per il Medioevo, il Rinascimento fino ai giorni nostri.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ritrovamento di vasi, orci, bicchieri, <em>dolie <\/em>ed <strong>anfore<\/strong> antiche in terracotta testimoniano che il vino, in queste zone, fosse ampiamente prodotto e consumato fin dall&#8217;antichit\u00e0. Fu anche oggetto di proficui commerci, soprattutto attraverso l&#8217;antico <strong>porto fluviale<\/strong> di <em>Pagliano<\/em>, posto alla confluenza del Paglia con il Tevere, da cui i prodotti giungevano a Roma e da l\u00ec in altri luoghi. Questa storica cultura enologica si rispecchia oggi nella diffusa presenza dei <strong>vignaioli <\/strong>(ogni famiglia ha una piccola cantina domestica), spesso riuniti in consorzi e cooperative e nel riconoscimento della<strong> &#8220;IGP Allerona&#8221;, <\/strong>accanto alla Orvieto DOC e Orvieto Classico,con le sue varie tipologie (Bianco, Rosso, Rosato, Passito) prodotte con vari vitigni autoctoni (per i bianchi: Trebbiano Toscano o Procanico, Drupeggio, Malvasia, Grechetto, Verdello &#8211; per i rossi e rosati: Sangiovese, Montepulciano, Canaiolo, Ciliegiolo, Aleatico).<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;acqua che tocchi de&#8217; fiumi \u00e8 l&#8217;ultima di quelle che and\u00f2 e la prima di quelle che viene..cos\u00ec il tempo presente L. 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