Impetuoso il vento s’incunea nella valle, le cime degli alberi si  piegano, le acque del fiume si increspano e, vigile attento, il falco dall’altro controlla il suo regno.

G.Cuboni

IL PAESAGGIO FORESTALE

La copertura forestale sul territorio è pressoché continua con prevalenti boschi di Cerro, tra i più interessanti dell’Umbria, tratti di macchia mediterranea, ove padroneggia il

Corbezzolo (localmente noto come “lellerone”) accanto al Leccio e al Viburno, infine altri boschi con svariate essenze arboree: Roverella, Orniello e Acero campestre (“stucchio”), e Fillirea (“lantierno”), Erica arborea. Interessante la presenza di Acero trilobo e Frassino ossifillo. Sporadici ma presenti Rovere e Carpino bianco, Castagni e Aceri opali.

Sono presenti anche conifere, in prevalenza di Pino nero, frutto dei rimboschimenti realizzati tra gli anni ’60 e ’70 a cura del Corpo Forestale dello Stato. L’intero complesso forestale mostra un elevato grado di biodiversità, con presenze del tutto singolari o rare, come l’endemica Santolina etrusca, il Dittamo e le numerose Orchidee spontanee come l’Himantoglossum adriaticum e la Cephalantera rubra.

NATURA ED AREE PROTETTE

Il paesaggio forestale è dominato dalla Selva di Meana che si estende sul versante sinistro del medio corso del Paglia, in continuità con altre aree forestali di analoga estensione, oltre i confini regionali.

Tutta l’area presenta elevati livelli di conservazione e biodiversità dove la pressione antropica è assai limitata, resi possibili anche dall’istituzione di aree naturali protette.

Nel 1983, fu istituita la Riserva Naturale del Monte Rufeno, un’area di 2.892 ettari, nel comune di Acquapendente (VT)..

Poco dopo iniziò un percorso che portò nel 2000, alla istituzione dell’Area Naturale Protetta della Selva di Meana, con un’estensione  di 3.255 ettari, dal Paglia a Poggio Spino, il punto più elevato (813m) a confine con la Toscana. 

Le due Aree Protette sono incluse anche nella Rete Natura 2000, attraverso l’istituzione di diversi SIC/ZSC  Siti di Interesse Comunitario che fissano obiettivi di conservazione della biodiversità a livello europeo.

FAUNA E PRINCIPALI ANIMALI

Le piante ed il bosco sono il riparo e la casa di tanti animali e il fiume rappresenta oltre che la fonte idrica anche un’importante via d’acqua o corridoio ecologico ove spostarsi, trovare rifugio e nutrimento.

Tra gli ungulati si trovano Daini e Caprioli ma soprattutto Cinghiali. L’abbondanza di questa fauna ha favorito il ritorno del Lupo ormai in presenza stabile. Segnalato è anche il Gatto selvatico. Tra l’avifauna il Merlo Acquaiolo, il Martin Pescatore, il Picchio Verde, il Fringuello e il Biancone. Importante è la Testuggine palustre, legata agli ambienti umidi ed isolati delle “trosce”. Tra gli altri anfibi ci sono anche la Salamandrina dagli occhiali ed il Tritone.

La buona ossigenazione del fiume favorisce infine lo sviluppo della fauna macrobentonica ed è presente il Granchio d’acqua dolce e il più raro Gambero di fiume. Tra gli insetti si segnala la farfalla del corbezzolo, la melanargia arge, il cervo volante e i cerambicidi.

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