Le Galline fanno l’ove cresce l’erba pe’ le bove va la scrofa co’ le nine Festeggiate Contadine (tratto dal testo del Cantamaggio a Ripujje)

CANTAMAGGIO E RIPUIJE

Lungo il torrente Ripuglie, che solca la stretta valle tra le campagne di Allerona e i boschi della Selva di Meana, in un piccolo prato cosparso da vigneti, si svolge una manifestazione tra le più antiche del territorio: il Cantamaggio.

La sua riscoperta è dei primi anni 2000, partendo da altre esperienze locali e dai racconti degli anziani del paese.

Un tempo, un gruppo di cantori e gente  al seguito, passavano di podere in podere e cantando “maggio”, in segno di buon auspicio per la resa dei frutti della terra, chiedevano qualcosa da bere e da mangiare.

I contadini, invece, accendevano dei grandi fuochi sulle aiein modo che si potessero vedere da un podere all’altro, in segno di solidarietà reciproca.

Il Cantamaggio, che si svolge tra il 30 Aprile e il 01 maggio,  unisce le due tradizioni in questo unico luogo: il canto corale e il grande falò, affiancati da cibo e bevande offerti dalla tanta gente accorsa, allegra e festante.

TRADIZIONI E MITI POPOLARI

La cultura contadina segna profondamente la comunità locale e tradizioni e miti si ancorano alla vita legata alla terra, al ciclo delle stagioni, alla fertilità, all’abbondanza dei frutti. Il calendario è così scandito da vari momenti che cominciano in Primavera con il rito propiziatorio del Cantamaggio e proseguono con i Pugnaloni (terza domenica di maggio): un’allegoria della fertilità e dell’abbondanza simboleggiata dal pungolo (attrezzo agricolo dotato di punta e raschietto necessario per l’aratura con i  buoi), dal ramo di Pioppo ornato di fiocchi e cibarie e dalle rappresentazioni in miniatura della vita agreste.

Tra l’estate e l’autunno viene la stagione dei raccolti, segnata dai ritrovi conviviali tra famiglie, amici, conoscenti: dal pranzo della trebbiatura che da qualche anno si svolge sull’aia del Cantamaggio, alla vendemmia o la raccolta delle olive, quando vigne, oliveti, cantine e molini pullulano di gente. L’inverno segna la fine dell’anno, il tempo del riposo, ma l’ormai tradizionale Falò di Allerona, che coincide con i giorni del solstizio d’inverno, prepara già ad una nuova rigenerazione.

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