CORRIDOI VERDI E BLU

Con un investimento finanziato con risorse del Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020, sull’area compresa tra i due tratti ferroviari della linea lenta e dell’alta velocità, in prossimità dei centri abitati, si è attuato un intervento di ricucitura tra le fasce arginali. L’obiettivo è stato quello di favorire la fruizione delle aree anche attraverso la realizzazione di un collegamento con i corridoi insediativi e gli spazi periurbani.

IL PAESAGGIO URBANO DI ALLERONA SCALO

La nascita dell’abitato di Allerona Scalo, così come buona parte della sua breve storia, è legata alla creazione della linea ferroviaria Firenze-Roma. La stessa stazione ferroviaria, almeno secondo i progetti originari, non sarebbe dovuta sorgere in questo luogo ma diversi Km più a Nord. Sarebbero stati ancora una volta i proprietari terrieri della valle del Paglia a far modificare il tracciato con l’obiettivo di favorire le proprie produzioni. Fin dalla sua nascita la linea ferroviaria ha esercitato una funzione di attrazione abitativa e per diversi decenni, la frazione di Allerona Scalo (e con essa quella di Pianlungo – appartenente al Comune di Castel Viscardo – con la quale si compenetra senza soluzioni di continuità) ha offerto condizioni più favorevoli di lavoro e un più facile accesso ai servizi rispetto ai già citati capoluoghi posti in posizioni sommitali. Così, se all’inizio sono sorte le prime costruzioni per l’alloggiamento del personale addetto alla sorveglianza degli impianti di stazione, delle linee elettriche, magazzini ed uffici, ben presto sono comparse le abitazioni private.

PATRIMONIO STORICO E CULTURALE

A partire dagli anni ‘50 l’esodo della terra dei mezzadri ha dato ulteriore impulso allo sviluppo di Allerona Scalo. Una massa di contadini, provenienti dalla Selva, dai borghi di Meana e Sant’Abbondio si è riversata nel fondovalle per trovare lavoro nel settore industriale. Oltre alle opportunità legate in vario modo alla realizzazione delle due linee  (lenta prima e veloce poi) un altro fattore di crescita è stato rappresentato dalla fornace per la produzione di laterizi. Attiva già ai tempi dei Cahen, in località Riparossa, con il passaggio alla famiglia Bernardini fu deciso il trasferimento dell’impianto sui terreni contigui alla stazione ferroviaria.

La vita di questo agglomerato urbano ha conservato però anche le attività tradizionali, quasi consolidate, che non hanno subito mutamenti profondi nei tempi recenti nemmeno con l’avvento dell’industria e lo sviluppo dei mezzi di locomozione. L’agricoltura rappresenta ancora oggi un’attività fondamentale che non solo trova un riscontro nelle numerose aziende del settore ma anche in attività sussidiarie come, ad esempio,  la conduzione dell’orto o la produzione in proprio di vino anche da parte di chi trova ormai la principale occupazione in altri settori.

Negli ultimi decenni si è assistito ad una costante espansione dei servizi e una crescita del terziario in genere che ha alimentato nuovi flussi migratori che hanno trasformato il centro abitato di Allerona Scalo in un luogo dove si compenetrano esperienze e culture di vita diverse. Una eterogeneità che, anche grazie al vitale tessuto sociale e associazionistico cittadino, è riuscita a generare un efficace “melting pot” evitando il rischio di scadimento in “paese dormitorio”.

PERCORSI E RETI

Il paesaggio urbano, in sostanza, è fortemente caratterizzato dall’attraversamento delle due linee ferroviarie della tratta Roma-Firenze, la cosiddetta linea “lenta” e quella veloce (alta velocità).

Il viadotto del Paglia, in particolare, è l’opera con cui fu inaugurata la costruzione della cosiddetta Direttissima. Esso, con i suoi 5.375 metri, ha rappresentato per lungo tempo il più lungo viadotto ferroviario d’Europa. Lo scalo ferroviario di Allerona-Castel Viscardo, invece, è collocato lungo la linea lenta. Allo stesso tempo, l’apertura dell’Autostrada del Sole, che lambisce l’abitato senza tuttavia offrire un reale e comodo accesso all’arteria, ha contribuito a segnare il declino del traffico ferroviario da e per Allerona contribuendo al trionfo del trasporto su gomma. Come queste reti, sorte nel corso del XIX e XX secolo, si siano sovrapposte e in parte interconnesse (almeno nella vita dei residenti e nell’auto percezione della comunità) con quelle antiche (vie fluviali, strade bianche ecc.) è desumibile chiaramente dalla Mappa di Comunità di Allerona Scalo, realizzata dall’Ecomuseo del Paesaggio Orvietano nel 2005.

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