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“qui erono quattro case de contadine che semo venute via da le campagne…ma la Meana sessimo 280 persone e venute via ‘emo fatto la casa a la Stazione”
(Angioletto di Poggio Barile)

GENESI DI UN PAESE
Il centro abitato di Allerona Scalo sorge con il passaggio della linea ferroviaria e la creazione della stazione e si sviluppa raccogliendo prevalentemente gli abitanti dei preesistenti insediamenti poderali delle campagne e dei borghi vicini, portando con sé un ricco bagaglio che affonda soprattutto nella cultura contadina e nell’artigianalità.
La fisionomia urbana dominante, che sembra assumere i connotati di un quartiere periferico rispetto agli insediamenti della vicina Orvieto, in realtà è caratterizzata dai segni antropici e naturali che hanno condizionato la sua conformazione e plasmato l’identità della comunità: dai corsi d’acqua (Paglia, Ritorto, Rivarcale, Ripuglie) ai Poggi della Selva e la zona delle crete, alle due linee ferroviarie, l’autostrada, la via centrale che spacca nel mezzo un unico abitato in due unità amministrative (Allerona e Castel Viscardo), infine l’ex complesso industriale della fornace di laterizi, Villa Palombaro, l’area collinare di Sant’Abbondo e il piano.
IDENTITA’ E VALORI
La comunità proprio per le peculiarità delle sue origini ha dei forti caratteri identitari con un senso di appartenenza molto forte legato alle radici comuni della gran parte delle famiglie. Valori che si riconducono alla solidarietà <<ci si dava tutti una mano>> all’unità (pensare collettivo), all’umiltà e al piacere delle piccole cose, al lavoro.
Elementi che sono stati ricalibrati e ri-adattati alla vita urbana nella ricerca di condizioni esistenziali e lavorative migliori rispetto a quelle mezzadrili delle zone collinari di provenienza (principalmente Allerona, ma anche Ficulle e Monterubiaglio) e che si riflettono nelle varie esperienze sociali e civili comunitarie, spesso influenzando anche i nuovi abitanti provenienti da altri territori.
VITA SOCIALE E CIVICA
Accanto a riferimenti identitari canonici come il santo protettore (Sant’abbondio) cui spesso si aggiungono quelli dei luoghi rurali originari (Sant’Ansano, Sant’Isidoro…) o legati al folklore (il Cantamaggio, la Trebbiatura etc.) vanno ad assumere sempre più importanza le feste popolari, la più tradizionale e unitaria delle quali è sicuramente quella del paese o anche chiamata “Festa della Stazione”, che si svolge nel secondo fine settimana di settembre terminando tuttavia di lunedì, con i giochi popolari e la biscottata in piazza.
Da notare l’importanza che le feste estive di partito hanno avuto negli anni ‘80 e ‘90 e nel cui solco si può collocare, per le modalità, anche la Festa Allegrona, una kermesse musicale che coinvolge principalmente i giovani impegnando tantissime risorse al fine di rafforzare la coesione sociale della comunità. L’impronta identitaria si manifesta anche nella considerevole diffusione dell’associazionismo volontaristico e del cooperativismo che riguardano il welfare, i servizi alla persona, l’ambiente, il patrimonio e il paesaggio, la promozione sociale e culturale.

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