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Rivarcale – il nome deriva dalla sua tipica forma ad arco (lat. Rivus-arcus).Nasce a Villalba (Allerona) a circa 700m di altitudine

LA VIA DELL’ACQUA RIVACALE
Corridoi verdi e blu è una rete di percorsi per la mobilità dolce connessa al contesto naturale, rurale e urbano.
Le vie principali seguono i segni tracciati dall’acqua, dai fossi ai torrenti al fiume. Il Rivarcale, uno dei principali affluenti di sinistra del Paglia, costituisce una vera e propria porta di ingresso e via per scoprire il territorio, l’area delle crete, le campagne coltivate a Vite e Olivo di Allerona, la vallata che fronteggia il Paglia. Gli abitanti ne sentono la vicinanza, lo vivono e lo temono anche per il suo piccolo letto che può rigonfiarsi velocemente durante le piene. In questo punto se ne apprezza il suo ultimo tratto con uno scorcio rivolto a monte che scopre la “cascatella”, da cui parte un percorso pedonale accessibile lungo la sponda sinistra. Intervento questo, connesso all’area produttiva e al centro servizi, che favorisce la pedonalità e l’attività fisica nelle aree urbane contribuendo anche a migliorare gli standard della salute del benessere generale.
GLI INSEDIAMENTI PRODUTTIVI
La collocazione della Stazione Ferroviaria (1865), fu scelta proprio per la sua vicinanza ai corsi d’acqua: Paglia, Rivarcale, Ripuglie e Ritorto. Le famiglie più importanti di fine ‘800 (Cahen e Bernardini) infatti sfruttarono ampiamente la fertilità dei suoli, le acque e le altre materie prime presenti.
Il “Cantinone”, che raccoglieva le uve della zona per produrre vino, fu il primo storico insediamento. In tempi più recenti fu gestito da una cooperativa di viticoltori (COPROVIAL) che oggi è confluita nelle Cantine Monrubio. Le Fornaci di mattoni, realizzati con l’argilla locale, furono un altro caposaldo dell’economia locale. La prima sorse in Loc. Riparossa, ma già nel 1908 fu realizzata una nuova struttura accanto alla ferrovia che ebbe una fiorente e lunga attività fino al primo decennio del 2000.
Un’altra storica attività, da cui derivarono le malte cementizie con cui sono state costruite molte case del paese, fu quella di produrre calce da appositi forni che utilizzavano i cosiddetti “sassi vivi” (calcarei) presi dal fiume e dai campi. Nell’ultimo ventennio la piccola piana del Rivarcale ha offerto terreni comodi e accessibili per creare un’area artigianale e il centro servizi.

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